Dal 1982 ad oggi, oltre trent'anni di emozioni
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Parlare della storia della Zalf Desirèe Fior significa parlare di più di vent'anni di attività sportiva nel mondo del ciclismo dilettantistico, a livelli nazionali ed internazionali, raccontando di otto titoli mondiali, uno europeo, quindici nazionali e di altre settecento vittorie.

Il soldalizio sportivo tra la famiglia Lucchetta e la famiglia Fior, due tra le famiglie trevigiane più importanti, prende forma nell'ormai lontano 1983 dando vita alla prima formazione della Zalf Euromobil Fior, che per colori sociali adotta il verde, il bianco e il rosso nella ormai famosa ed inconfondibile disposizione.

Già nelle prime stagioni questa formazione si distingue per gli ottimi risultati grazie ai quali lancia nel mondo del professionismo i suoi ragazzi migliori, tra cui Gianni Faresin e Maurizio Fondriest; ed è proprio grazie a quest'ultimo che la giovane squadra della Marca si pone all'attenzione del grande pubblico. Infatti Fondriest, dopo essersi fatto notare in campo dilettantistico con la maglia della Zalf, nel 1988 al primo anno tra i professionisti riesce a conquistare in Belgio una maglia iridata che ha il sapore del lavoro fatto con pazienza, serietà e dedizione negli anni precedenti in quel di Castelfranco.

Nel 1991 al timone della squadra dei Lucchetta e dei Fior, che riparte con nuovi e più ambiziosi obiettivi, arriva un'ex professionista di Vittorio Veneto, un certo Luciano Rui che quando era in sella era considerato un po' il filosofo del gruppo per il suo modo di porsi agli altri e per la sua voglia di vivere. Evidentemente la sua filosofia ben si connubia con il gruppo di ragazzi che deve dirigere e al secondo anno di collaborazione arriva, dopo una carrellata infinita di vittorie, la maglia iridata conquistata da Pontoni a Leeds nel ciclocross, riportando in Italia una maglia di campione del mondo sei anni dopo Vito Di Tano. La maglia iridata di Pontoni fa brillare ancora di più quella già portata in bacheca da Mirco Gualdi, che diretto dall'indimenticabile Aldo Beraldo, nel 1990 l'aveva conquistata in Giappone, a Utsonomyia.

Nel 1993 e nel 1994 tornano a Salvarosa altre due maglie bianche con l'iride grazie a Cristian Salvato che fa parte del quartetto italiano che si impone nella 100 km a squadre ad Oslo prima e a Palermo poi.

Il 1995 e 1996 coincidono con i primi due anni di Giuliano Figueras tra i dilettanti solitamente carichi di molte speranze e anche di altrettante incertezze; ma il ragazzo del sud non ha dubbi e monopolizza il calendario internazionale conquistando anche il campionato mondiale militare (1995) e a Lugano (1996) quello nella neonata categoria Under 23.

Nel 1997 e 1998 è la volta di altri due super atleti che vanno a completare la leggenda mondiale targata Zalf; infatti prima è la volta di Kurt Asle Arvesen, il Norvegese che aveva lasciato il suo freddo Paese per correre a Castelfranco e che conquista il titolo davanti a Oscar Freire a San Sebastian, poi tocca a Ivan -il Terribile- Basso che si impone alla maniera dei grandi a Valkenburg.

Tocca poi a ragazzi come Quinziato, Cunego, Frutti, Ravaioli, Pietropolli, Moletta, Sella, Ginestri, Colli, Scattolin, Viganò, Allegrini e Pozzovivo raccogliere questa importante eredità per ridarle lustro e riportarla sul gradino più alto del mondo. E questi ragazzi di certo non si tirano indietro nelle stagioni che vanno dal '99 al 2004 conquistando successi importantissimi e staccando il biglietto per il professionismo ma trovando un pizzico di sfortuna negli appuntamenti che valgono la maglia iridata.

Il 2005 segna una stagione difficile ma che culmina in un finale entusiasmante con 10 vittorie in meno di due mesi; alla fine sono 22 i successi, tra cui un tricolore nella cronometro grazie a Tiziano Dall'Antonia. Ai mondiali di Madrid, il ragazzo di Follina è protagonista assoluto con un'azione coraggiosa iniziata nella prima parte di gara; alla fine Tiziano sarà nono, ma la soddisfazione sarà comunque enorme.

Dopo un 2005 un po' così, a Castelfranco si decide di puntare tutto sui giovani, facendo entrare in squadra ben 9 ragazzi al primo anno; l'affiatamento è subito dei migliori e le vittorie non tardano ad arrivare in barba a chi non avrebbe scommesso un soldo.

42 successi avvicinano i 22 giovani al record storico e ne fanno la miglior compagine d'Italia che sarà chiamata ad un 2007 di conferma. Intanto i passaggi al professionismo dalla porta principale non si fermano e dopo Dall'Antonia, Geremia e De Matteis spiccano il volo anche Gatto, Bandiera, Bazzana.

Dopo i successi del 2006, la Zalf si conferma sul tetto d'Italia, conquistando nel 2007 il titolo italiano under 23 con Simone Ponzi; la maglia tricolore di Ponzi a Varese sta per assumere i colori dell'iride, quando il colombiano Fabio Duarte prende qualche metro di vantaggio vanificando la splendida volata dello Zalfino che conquista una medaglia d'argento comunque pesantissima.

Passano ancora un paio d'anni, buoni per applaudire il successo di Gianluca Brambilla al Giro del Friuli e scatta la doppia cifra nel conto del nuovo millennio: tocca ad un gruppo di 22 ragazzi entrare nella leggenda. Battaglin, Agostini, Colbrelli, Pasqualon e compagni conquistano 46 successi, mai nessuno aveva fatto meglio con la maglia del sodalizio di Salvarosa, tra cui spiccano il Giro delle Regioni e il campionato italiano che si corre sulle strade di casa per il Gruppo Euromobil.

A vestire la maglia tricolore è Stefano Agostini, grande protagonista insieme ad Enrico Battaglin di una giornata memorabile; l'assalto al mondiale australiano è firmato da Sonny Colbrelli. Il giovane bresciano viene pilotato alla perfezione da Agostini e Battaglin ma nello sprint che lo vede lottare testa a testa con i mostri sacri dello sprint mondiale, si deve accontentare del sesto posto.